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Oltre alla materia c’è di più

Senza il mondo spirituale il mondo materiale è un enigma sconfortante.
(Joseph Joubert)

La Spiritualità nella nostra vita, al di là di una visione religiosa specifica, è l’unica cosa che ha il potere di fornire una prospettiva all’esistenza.
Per quanto affascinante, la materia è veramente ristretta.
Ve lo dice una che ama la materia, che ama questo pianeta meraviglioso e l’umanità, pur con tutte le sue incongruenze e i suoi aspetti oscuri.

Definisco Spirituale: tutto ciò che non è Materiale.
Quindi, non intendo Spirituale = Dio. Non spirituale in senso moralistico, ma metafisico. Chiamo spirituale tutto ciò che non è materiale, anche se questa definizione è imprecisa da un punto di vista filosofico.
Esiste molto che, pur essendo apparentemente inconsistente, è in grado di influenzare in modo intenso e drastico la nostra vita.

Noi siamo immersi e attraversati da piani non materiali, sfere senza alcun peso, più rarefatte dell’aria e dei gas, ma dotate di un’energia potente ed impattante, non minore a quella dell’iceberg che ha causato l’inabissamento del Titanic.
Mi sto riferendo alla sfera emotiva e a quella mentale. Sono sfere materiali? No! Se le mettiamo sulla bilancia hanno un peso? No! Hanno forse una forma? No!

Dal dizionario Treccani:
“Nell’accezione più generica, materia è ciò che costituisce tutti i corpi, la sostanza fisica che, assumendo forme diverse nello spazio, può essere oggetto di esperienza sensibile, ed è in generale concepita come esistente indipendentemente dalla coscienza individuale; il termine è talvolta contrapposto a spirito.
La scienza moderna comincia a prospettare una descrizione unitaria della materia, che viene definita in base alle sole proprietà geometrico-meccaniche (inerzia, dimensioni, forma geometrica, capacità di esercitare forze attrattive o repulsive) dei suoi costituenti elementari (atomi, corpuscoli)”.

Ma… emozioni e pensieri, pur non essendo materiali, hanno effetto sulla materia?
Altroché!
Uno schiaffo o un insulto fanno molto male… entrambi.
Un abbraccio o una frase d’amore fanno molto bene… entrambi.
Ci sono altri livelli Spirituali oltre a quello delle emozioni e dei pensieri?
Nel mondo dell’esoterismo sono stati scritti fiumi di parole descrivendo sfere spirituali cui è possibile accedere solo attraverso iniziazioni e “passaggi”, stati di estasi e samadhi.
Potreste averne letto, ed esservi “entusiasmati”, potreste anche aver tentato di sperimentare qualcosa, ma se non desiderate realizzarli davvero, resteranno solo una fantasia, un’idea, una trappola mentale.

Trovo meravigliosamente liberatorio guardare alla vita non solo in termini materiali con tutti i suoi bisogni, che vanno dai sacrosanti bisogni primari, a quelli “secondari”, insufflati ad arte dall’esterno.
Penso sia una vera svolta iniziare a dedicarci alla sfera spirituale, partendo da ciò che di non materiale già sperimentiamo!
Osservare il nostro mondo emotivo, con quelle strane onde che chiamiamo emozioni e che sono in grado di trasformare una semplice brezza in tempesta, per una rabbia improvvisa o per una fifa blu. Oppure, che dire della trasformazione di un semplice tepore, nel fuoco bruciante di una folle passione d’amore?
Quanto ci influenza la sfera emotiva?
Tantissimo!
Ha potere nella nostra vita?
Tantissimo!
Se riusciamo a governarla come possiamo sentirci?
Benissimo!

Mah… non sarei così certa del “benissimo”.
Infatti… dipende.
Imparare a governare le proprie emozioni significa inevitabilmente crescere in sensibilità e visto la società ed il momento storico che stiamo vivendo potremmo improvvisamente diventare molto consapevoli di tutti quegli aspetti del mondo che di solito guardiamo da lontano e da cui ci schermiamo.
Percepire la povertà, la violenza, l’ingiustizia, la sofferenza, l’egoismo, la stupidità, non è sempre piacevole; tuttavia può creare in noi un’urgenza di cambiamento.

L’altra sfera è quella dei pensieri.
Non dico mente, perché la mente è lo spazio in cui transitano i pensieri. Ci rendiamo conto di questa “differenza”, man mano che progrediamo nel lavoro di ricerca interiore.
Diciamo che ad un certo punto è chiarissima la differenza tra mente “ospitante” e pensieri transitori.
Comunque, quando riusciamo a osservare i pensieri, non li troviamo poi così interessanti. In genere sono molto scomposti e non a caso erano descritti come scimmie impazzite che si muovono sui rami degli alberi. Direi che si tratta di una metafora particolarmente riuscita.

Comunque, nella nostra mente circolano in genere pensieri per lo più meccanici, dovuti ad abitudini, memorie, paure ripetitive, loop, credenze, identificazioni e quindi, tutto sommato, un habitat piuttosto noioso e fastidioso.
Però siamo abituati a dare molto importanza ad essi perché sono i “nostri” pensieri.
Non avete idea di come sia liberatorio scoprire che siamo in grado di pensare a ben altro.

E a questo proposito vorrei invitarvi ad un esperimento, a dire il vero difficile da fare: provate a guardare lo spazio tra un pensiero e l’altro.
Quello spazio è interessante, molto interessante.
Provate a restare in quel vuoto, e… ascoltate.
Avrete un’autonomia di pochi secondi. All’inizio è così, ma si tratta di un’esperienza incredibile se riuscite a “resistere”, senza affondare nel mare della meccanicità ripetitiva dell’insorgere di pensieri e considerazioni.

Questo post è un invito a percepire nitidamente i primi livelli spirituali della nostra esistenza, per imparare ad estendere la percezione verso sfere spirituali ancora più sottili ed elevate (elevate rispetto al condizionamento spazio-temporale cui siamo soggetti nella nostra dimensione, basata su parametri “altrove” inesistenti).
Provate ad applicare delle tecniche meditative nella vostra giornata.
Non avete idea di cosa vi perdete restando così avvinghiati e innamorati solo della materia e del pensiero comune (sempre e comunque legato alla materia).
Oltre la materia c’è di più e lo viviamo in ogni istante. Dobbiamo solo diventarne pienamente consapevoli.
E, in questa epifania interiore, cesserà la paura.